Il mare alla Confluenza

Il mare alla Confluenza

Progetto per rendere balneabili e navigabili le acque del bacino della conluenza tra Po e Stura, nella città di Torino. Vedi anche in NEWS

Di seguito gli elaborati e il testo presentato al concorso “Vedere l’invisibile” bandito dall’ente Parco Collina Po – Regione Piemonte. Nell’ambito di “Man and Biosphere Reseserve” – MAB UNESCO.

MARETO20 – Torino 2020, “Il Mare alla Confluenza”

Isole naturali nelle città del futuro. Gli abitanti del pianeta sono sempre più concentrati nelle aree metropolitane e la tendenza è in continuo aumento. Oggi più della metà dei sette miliardi della popolazione mondiale vive in aree urbane, con la massima concentrazione in alcune “megacittà”.  Un rapporto delle Nazioni Unite sottolinea come questi numeri sono destinati a crescere: entro il 2045 sei miliardi di persone vivranno nelle aree metropolitane. Nell’Unione Europea la popolazione urbana risulta pari al 72% con una prospettiva di crescita sino all’80% per il 2050 (dati UN/DESA Divisione Popolazione). Quindi risulterà sempre più indispensabile dare alle città un ambiente vivibile e sostenibile, anche oltre le caratteristiche di efficienza funzionale proprie della struttura urbana. Abbiamo bisogno di un ambiente in cui stare bene anche durante il tempo libero, senza dover scappare dalla città per cercare ambienti naturali rigeneranti. Sarà sempre più necessario coltivare “isole naturali” all’interno delle aree metropolitane stesse, perché urge portare nelle città un po’ di ciò che solitamente andiamo a cercare fuori città.

“Il Mare alla Confluenza”. A Torino le fasce fluviali e la collina costituiscono un grande patrimonio naturale ancora poco frequentato che potrebbe progressivamente offrire spazi fruibili, limitando lo stressante e antiecologico pendolarismo dei cittadini alla ricerca di spazi naturali fuori città. Un grande bacino d’acqua si estende alla confluenza tra Po, Stura e Dora, nella zona nord di Torino. Attorno già si sviluppano i parchi della Colletta e del Meisino, ma il bacino non è utilizzato. Qui si potrebbe remare, andare in vela, e chissà, in futuro anche nuotare…

Un approdo con bar terrazza sul fiume. Per poter navigare nel bacino della Confluenza è necessario realizzare approdi e pontili per l’imbarco. Si potrebbero insediare punti di ristoro affacciati sull’acqua, come storicamente è avvenuto con i circoli lungo il Po, poco più a monte. Approfittando di strutture preesistenti è possibile limitare l’impatto ambientale, ad esempio gli impianti Smat presenti sulle sponde possono essere integrati con strutture atte ad accogliere bar con terrazza sul fiume (come si vede nelle illustrazioni delle tavole allegate).

Previsioni urbanistiche vigenti in linea con “Il Mare alla Confluenza”. Le schede progettuali del Piano d’Area del Po tratto torinese, già prevedono la realizzazione di approdi e punti attrezzati di attracco per l’ormeggio e la messa in acqua di barche da fiume e canoe, ed anche la realizzazione di “Baracche fluviali” come quelle tradizionali, per fornire spazi di informazione naturalistica. Analoghe indicazioni sono contenute nel Progetto Torino città d’acque, sviluppato a fine anni novanta dalla Città di Torino.

In vela alla Confluenza. Non sempre c’è buon vento per la vela, ma spesso si può approfittare di brezze leggere e tanto basta per i natanti a vela di nuova generazione che si muovono con poco vento (sono sufficienti 10 Km/h di vento), in simbiosi con l’ambiente e nel rispetto della ricca presenza di fauna e flora. A Torino ci sono mesi più ventosi come Aprile e Maggio, ma anche a Luglio e Agosto in alcune ore del giorno il vento supera i 10 Km/h. Con questo vento si può tenere un corso sugli Optimist, le piccole barche adatte per insegnare ai bambini l’arte della navigazione a vela. Perché non approfittarne? (I dati sul vento sono tratti da: Stazione Meteorologica di Fisica dell’Atmosfera – Torino. Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Fisica)

Balneazione in città. Sta crescendo in tutta Europa la sana abitudine di mantenere luoghi per la balneazione in città. Tra gli esempi principali: a Vienna si nuota nel Danubbio (Donau-Auen, Donauinsel e sul Canale del Danubio); a Berlino la balneazione è praticata sulle spiagge dei laghi sparsi nell’area metropolitana, dove è situato lo storico stabilimento balneare “Strandbad Wannsee”; a Londra si può fare il bagno nei laghetti di diversi parchi urbani, al Serpentine Lido, all’interno di Hyde Park, si nuota da oltre 100 anni. A Torino la qualità dell’acqua del Po non rientra nei valori ammissibili per la balneazione, ma poco ci manca. Varrebbe la pena di provarci.

Valore naturalistico dell’oasi naturale della Confluenza. Frequentare il bacino della confluenza significa anche conoscerne le valenze ambientali e imparare a rispettarle. Alla Confluenza tra i canneti nidificano numerose specie di uccelli, quali lo svasso maggiore, il germano reale e la gallinella d’acqua. Si possono osservare più di 100 specie di uccelli, tra cui alcune rare, con prevalenza di specie tuffatrici, come gli svassi ed il tuffetto. Di particolare eccezionalità è la presenza sui pioppi dell’isolone (poco più a valle) di una garzaia di aironi cenerini, unico esempio in Italia di garzaia urbana.

Cosa desideriamo trovare nelle città del futuro? Per renderle accoglienti e attraenti è anche necessario coltivare sogni. Sogni realizzabili e sostenibili, come “Il Mare alla Confluenza”.

Dettaglio progetto

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