La Cavallerizza Reale

13 febbraio 2014     Scritto in: Focus

Ultimato il recupero della Cavallerizza dell’Accademia Militare Reale.

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Il sito della Beria Grande

L’edificio oggetto di intervento, la Cavallerizza, è parte del complesso storico della antica “Vigna” denominata Beria Grande.

Nella “Guida alle Ville e Vigne del territorio di Torino e contorni” di Amedeo Grossi (tomo II, Torino 1791) si parla della “Berlia villa con cappella […] sopra un bellissimo poggio”.

La Beria Grande è situata sul versante solivo della collina di Superga, lungo l’antico percorso che dalla strada Cartman, passando per i Tetti Bertoglio, la Beria, i Tetti Canera, raggiunge strada Superga in prossimità di Pian Gambino. Il percorso è rilevato dal Grossi nella sua Carta corografica, nella cosiddetta “Valle di Sassi”.

Vigne e Ville

Il contesto della Beria Grande è quello tipico di molte Ville e Vigne della collina torinese, a tutt’oggi si è qui conservato il contesto originario: tra i coltivi, sui pendii assolati, rari edifici con giardini sorretti e cintati da muri in pietra.

Un tempo le costruzioni, dette “Vigne”, erano destinate in parte alla residenza estiva del proprietario, in parte alla casa colonica, da cui si gestiva il territorio coltivato a vigne ed orti, producendo un consistente reddito, vista la vicinanza della popolosa città.

La Beria Grande, di origine seicentesca, ha subito varie trasformazioni. L’ala originaria era affacciata a mezzogiorno, poi la palazzina principale settecentesca fu rivolta a ponente, verso un vasto giardino piano, tutto perimetrato da muri in pietra (vedasi allegati stralci della “Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, Amedeo Grossi,  1791, Archivio Storico della Città di Torino” e del “Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Catasto Francese”).

All’estremità occidentale del pianoro, è presente la Cappella, edificata nel 1788 su progetto dell’arch. Paolo Francesco Rocca.

La Cavallerizza Reale

Al complesso si è poi aggiunta la Cavallerizza, “la grande costruzione neoclassica che l’Accademia Militare Reale innalzò prima del 1820 e fruì sino al 1841 come casa di villeggiatura per gli allievi. Il vasto piazzale dei giardini, spogliato d’ogni frivolezza, si prestava egregiamente alle evoluzioni dei giovani cavallerizzi: si esibirono qui tutti i protagonisti piemontesi del nostro Risorgimento e spicca tra gli altri il nome di Camillo di Cavour.

Nel 1821, Cesare di Saluzzo, che comandava l’Accademia, mise a freno le irrequietudini degli allievi più consapevoli di quanto stava accadendo (alcuni congiuravano per raggiungere l’esercito ad Alessandria), sfollandoli in collina; ma neppure il Berlia gli parve sicuro, e preferì alloggiarli nel caseggiato annesso alla basilica di Superga.

Solo il 19 marzo decise di scendere al Berlia e il 23 aprile gli allievi tornarono a Torino, i più giovani felici del trambusto e delle distrazioni che avevano allentato la rigida disciplina, i più maturi scontenti per l’occasione che consideravano perduta” (Elisa Gribaudi Rossi, Ville e Vigne della collina torinese, 1981.  – Tra le fonti citate: Barbarava G. C. , La Regia Accademia Militare di Torino durante l’anno 1821, in La Rivoluzione piemontese del 1821, a cura di T. Rossi e C.P. Demagistris, 1927).

L’impianto planimetrico della Cavallerizza, così come si configura ancora oggi, è già chiaramente registrato nel Catasto Gatti (Andrea Gatti,  1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino) – dove peraltro si nota anche la scomparsa dei giardini – e nel successivo catasto Rabbini (Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino).

Progetto per la Basilica sul sito della Beria Grande

La qualità ambientale di questo luogo, con il suo ampio pianoro panoramico, già attrasse il Duca Vittorio Amedeo II durante la sua ricerca di un sito adatto per  innalzare un tempio votivo, in memoria della vittoria sui francesi conseguita durante l’assedio del 1706.

Prima di erigere la basilica di Superga sulla sommità del colle, su progetto di Juvarra, fu infatti elaborato un progetto dall’architetto Antonio Bertola che prevedeva di insediare la basilica con il convento nel luogo in cui sorge la Beria Grande.

Sarebbe stata una valida collocazione per l’accogliente conformazione naturale e il clima mite, ed anche per la presenza di una cava di calce che avrebbe agevolato le fasi di costruzione. Ma in una lettera Carlo Francesco Boggio, parroco di San Giovanni, temeva che le amenità del luogo potessero distrarre i monaci del futuro convento: “sarebbe difficile che si potessero contenere dal non divagare, massime attesa la comodità delle vigne attigue, e degli abitanti di esse, specialmente di state e d’autunno, che gli sarebbero d’agevole invito a trattenersi seco e di passarsela ben soventi in private conversazioni” (Augusta Lange, I progetti dell’architetto Antonio Bertola per la chiesa di Superga, Società piemontese di archeologia e belle arti, 1962;  Elisa Gribaudi Rossi, Ville e Vigne della collina torinese, 1981).

PROGETTO

Intervento di restauro e recupero ad uso abitativo

Il progetto prevede la realizzazione di confortevoli e moderni appartamenti all’interno della storica Cavallerizza.

Il recupero funzionale dell’edificio introduce quindi la destinazione residenziale nel rispetto dei caratteri originali dell’edificio, mantenuti e restaurati.

Si prevede il ripristino della facciata principale caratterizzata dal grande timpano neoclassico, la conservazione e il consolidamento delle volte a vela, il ripristino di modanature e capitelli. Il rifacimento del tetto, sostituendo l’orditura lignea ma conservando le capriate in rovere originali. Il mantenimento del sistema distributivo verticale con il consolidamento dell’arco rampante della scala, e la conservazione delle pedate in pietra di Luserna. Il mantenimento delle lesene sulla facciate di ponente e levante con l’introduzione di nuove aperture necessarie per la destinazione residenziale e tali da rispettare le caratteristiche del disegno proprio dell’edificio.

 

 

 

 

 

Ambienti interni, illuminazione naturale, vedute sull’esterno

Approfittando delle consistenti altezze interne, gli appartamenti del primo piano saranno tutti dotati di soppalchi, affacciati sui soggiorni sottostanti e illuminati dalle nuove portefinestre e dai sovrastanti lucernari. In alcuni appartamenti dai soppalchi si salirà ulteriormente, verso il secondo piano illuminato da un secondo ordine di lucernari.

Le vedute sui giardini, sulla città e sulle Alpi all’orizzonte, saranno quindi godibili dai vari livelli dell’abitazione, attraverso i due ordini di lucernari e le ampie portefinestre.

Materiali e Finiture

Il tetto e i soppalchi avranno travi in legno lamellare e tavolati trattati con impregnante bianco, per contribuire alla diffusione della luce.

Verranno proposte pavimentazioni in rovere dalla tonalità mielata, simile a quella delle capriate restaurate. Quindi pavimenti in rovere in tutto l’appartamento, soggiorni, soppalchi, zona notte, mentre per i bagni si prevedono piastrellature.

Isolamento e impianto di riscaldamento

Al fine di garantire elevate prestazioni energetiche e fornire alto confort abitativo, salvaguardando al contempo le caratteristiche architettoniche, è stato messo a punto un manto isolante sviluppato all’interno o all’esterno della muratura a seconda delle caratteristiche di facciata.

Particolare attenzione è dedicata all’isolamento della vasta copertura, dove è stato realizzato un tetto ventilato con un isolante in fibra minerale ad alta densità, per garantire isolamento invernale ma anche buone  prestazioni di raffrescamento naturale estivo, grazie alla forte inerzia termica dell’isolante e alla ventilazione naturale sottotegola.

Tutti gli appartamenti saranno riscaldati tramite pavimenti radianti, con generatori a pompa di calore di ultima generazione (alto rendimento e basso consumo).

Parti comuni e giardini privati

Le parti comuni, atrio, scale, vestibolo ovale, spazio biciclette, corridoi di distribuzione,  saranno pavimentate con mattonelle in cotto originali, recuperate nella ristrutturazione della Cavallerizza, e saranno restaurate ed illuminate in modo da valorizzare le valenze storiche degli spazi.

L’ampio giardino, sviluppato sul pianoro della Beria Grande, è disegnato con parti comuni e giardini privati, andando a ricostituire l’impianto degli antichi parterre originari. I giardini privati, racchiusi da siepi costituite da cespugliate miste, saranno dotati di erogatore d’acqua per fornire irrigazione a fiori ed ortaggi.

L’accesso pedonale e veicolare avverrà attraverso il cancello esistente posto accanto alla Cappella settecentesca, per raggiungere poi l’antico tracciato della strada dei Tetti Bertoglio che verrà opportunamente ripristinata.

Facciate

I colori della facciata di ponente, così come quelli delle facciate sud ed est, sono improntati al recupero di antichi colori tipici del luogo, riproponendo la soluzione neoclassica del colore chiaro su lesene e cornici, contrapposto a colori lievemente più intensi per gli sfondati di facciata. I colori proposti (tratti dal Progetto colore della città di Torino) sono: Calcare di Gassino, per lesene e cornici, e Calce forte di Superga chiaro, per gli sfondati di facciata.

Sul prospetto nord non si prevedono modifiche, verranno mantenuti la pietra e i corsi di mattoni a vista.